Ci sono foto che non ti piacciono lì per lì, poi aspetti tre anni e trovi che, in fin dei conti…ti somigli.

Leggevo ieri che il più grande male della nostra società è l’inadeguatezza.

Una sensazione che provo spesso, ma non solo io.

L’inadeguatezza, il fatto di pensare di non essere all’altezza del compito: gli altri ce la fanno, sono uguali a me e io non riesco.

Quanto è comune questo sentimento? Il confronto con l’altro.

Ho scoperto che viviamo in un mondo dove esiste la “Discriminazione relativa” che è quel confronto che nasce tra persone che si ritengono uguali..E tutto sto macello lo ha creato il marketing, ha spinto al massimo la sensazione di mancanza, abbiamo accelerato questa conidizione di continua ricerca della felicità come se la felicità potesse essere uno stato di grazia perenne.

Spoiler: non lo è, scrivevo anni fa che la felicità è un fuocherello e avevo ragione.

Diventa ricco in 4 mosse. Vendi i tuoi servizi come se fossero prodotti. Le dieci regole del successo. Le frasi di Steve Jobs messe in ogni angolo soprattutto la classica “Stay Hungry Stay Foolish” decontestualizzata e usata in ogni dove.

Ma basta, no? Dobbiamo sempre fare buona impressione a persone delle quali non ci frega nulla, è vero?

Ma noi? Cosa vogliamo davvero? Cosa siamo. Quale diamine è il nostro ruolo nel mondo? Fare soldi (accidenti)? E basta? E perchè no? Non è che tutti hanno voglia di cambiare il mondo. Ad alcuni basta solo fare soldi, ma se si riuscisse a farli un po’ meglio, in modo più etico, sarebbe bene.

Siamo responsabili di essere più etici della società nella quale siamo cresciuti. Ari-Spoiler: è vero.

Lo sappiamo bene che là fuori ci sono svariate ed insospettabili persone cattive pronte a far fuori la madre per ottenere “un qualcosa in più”, ma il punto è che per quanti beni e privilegi aggiungi nel tuo paniere, la felicità non sta tutta lì.

La vera funzione del mercato consumistico è provocare l’insoddisfazione. L’insoddisfazione crea desiderio: volere qualcosa di meglio.

Non lo dico io, ma Zygmunt Bauman.

Perchè ho scritto questo post? Perchè è bene ricordarci che non siamo alberi, possiamo spostarci, cambiare idea, fare in modo che i legàmi siano differenti. Vero, ma può essere difficile perchè molti di noi sono soli.

Essere soli significa che è tutto più grande, più complesso, più inadeguato.

Per questo mal sopporto sempre di più le narrazioni del successo a tutti i costi. I costi li ha. Il successo costa, scotta, ferisce, non permane a meno che non si abbia uno scopo vero e concreto e deciso.

Se qualcosa non vi somiglia più, se qualche discorso non vi risuona, girate i tacchi. Scegliete ciò che è abbastanza, comprendete ciò che vi somiglia.

Il primo step per il successo…Scegliete ciò che vi somiglia. Ma successo “secondo voi” non secondo la pletora di gente di cui sapete perfettamente non vi frega nulla.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *