LUZBOA.

Comunità, Cultura, Cura. Un nuovo modello di city escape.

“Quando a gente gosta é claro que a gente cuida”

Il progetto LuzBoa nasce sulle note di una canzone di Caetano Veloso, una canzone che racconta l’amore come qualcosa di inestricabilmente legato alla cura. Prendersi cura delle persone così come dei luoghi. Prendersi cura di chi in un luogo vive, di chi l’ha raccontato, di chi lo visiterà.

Comunità, cultura, cura sono le tre C su cui si basa LuzBoa, un progetto di turismo e divulgazione culturale di Valentina Stella e Chiara Formenti.

Per raccontare un luogo in modo responsabile si deve partire dalla storia, dalla cultura, dalla letteratura, e in generale dalle storie delle persone che vivono quel luogo ogni giorno.

LuzBoa non vuole solo descrivere Lisbona e far vedere i suoi lati più autentici ma vuole raccontare la storia e le storie della città: la storia del Portogallo, dalle esplorazioni dei navigatori che partivano con dieci caravelle di legno e tanta voglia di sondare l’infinito al grande terremoto del 1755 e la ricostruzione del Marques Pombal, dalle tragedie legate al colonialismo fino alla Rivoluzione dei Garofani, una rivoluzione senza sangue condotta da un gruppo di capitani giovani e coraggiosi.

E poi le storie delle persone, quelle raccontate nelle pagine di Fernando Pessoa, José Saramago, António Lobo Antunes, Antonio Tabucchi, Dulce Maria Cardoso e tanti altri, e quelle dei lisboeti che si incontrano oggi nelle strade della Mouraria o dell’Alfama, e anche fra le parole di Amália Rodrigues e delle fadiste moderne.

Visitare Lisbona per coglierne l’anima più sincera, innamorarsene e prendersene cura. E per sperimentare la saudade.

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